22 Febbraio 2024

 

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05 Dicembre 2023

Dal sito Cosmopolis.media del 23 Novembre 2023

Intervista a Riccardo D’Elia, Responsabile dell’Area Fidi e Marketing di Interfidi Scarl, da sempre al centro nelle relazioni tra banche e imprese, a tutela dello sviluppo economico del territorio

Affidabilità creditizia: lo sviluppo economico del Paese passa anche da qui, dal momento che la capacità delle imprese italiane di ottenere crediti e rimborsarli entro i tempi previsti è fondamentale nel determinare il successo o il fallimento del tessuto imprenditoriale del territorio, influenzandone anche la possibilità di innovarsi e migliorarsi nel tempo.

Esistono, però, società nate con lo scopo di fornire un aiuto concreto alle aziende che devono districarsi nelle relazioni con le banche, contribuendo a promuovere il potenziamento del sistema produttivo territoriale.

Ne è un esempio il Consorzio Interfidi Taranto, da sempre al centro di queste relazioni tra banche e imprese nel delicato e importante ruolo di intermediario, in costante aggiornamento sulle dinamiche, spesso soggette ad evoluzioni, che regolano i rapporti reciproci.

Per capire, infatti, quali sono i nuovi metodi di valutazione delle imprese nel processo di accesso al credito abbiamo intervistato Riccardo D’Elia, Responsabile dell’Area Fidi e Marketing di Interfidi Scarl.

Dott. D’Elia, quali sono le procedure e i parametri a cui le banche fanno riferimento per la valutazione del cosiddetto “merito creditizio” di un’impresa?

Sono state da poco pubblicate le Linee Guida dell’Autorità Bancaria Europea relative alla concessione e al monitoraggio dei prestiti, nonché la nuova filosofia alla base del Codice della Crisi, che pongono al centro dell’attenzione la necessità di un’adeguata informativa da parte dell’impresa, oltre che economico-finanziaria, sempre più qualitativa e soprattutto prospettica.

Qual è il vostro ruolo nell’ambito del rapporto banca-impresa?

Interfidi, per sua missione, si pone da sempre al centro della relazione tra banca e impresa ed inevitabilmente innova e perfeziona le modalità con cui da un lato assiste le aziende nella ricerca della migliore soluzione per ciascuna specifica richiesta, dall’altro si allinea alle procedure e ai parametri a cui le banche fanno riferimento per la valutazione del merito creditizio delle stesse e con particolare attenzione alla tipologia e alla concretezza degli investimenti da sostenere.

Quali sono i requisiti che un’impresa deve necessariamente possedere per essere giudicata affidabile dagli istituti bancari?

Ciascuna conforme alla propria dimensione, con piena coscienza dei propri obiettivi ma anche dei propri mezzi, le realtà imprenditoriali devono comunque tutte strutturarsi per pianificare e programmare al meglio le proprie attività “mettendo a posto” i propri conti e i propri bilanci, al di là del rispetto degli adempimenti previsti dal regime fiscale ma soprattutto per mantenere nel tempo un buon livello di affidabilità creditizia.

Quanto detto ovviamente è quello che cerchiamo di far comprendere a tutte le tipologie di imprese con cui ci interfacciamo quotidianamente, dalla start-up giovanili fino alle imprese più strutturate.

E per poter analizzare e comprendere più a fondo le stesse imprese, abbiamo per esempio ampliato la nostra “check-list” documentale, facendoci fornire non soltanto documenti di natura contabile e fiscale utili a determinare le dimensioni e i risultati ottenuti ma anche informazioni relative ad estratti conto, fatture e pagamenti che possano darci indicazioni più precise, indispensabili per effettuare un’attenta analisi della capacità dell’impresa di generare reddito e flussi di cassa.

Questo comporta, di conseguenza, un aumento delle informazioni che l’impresa deve fornire alla banca

Assolutamente sì. Senza approfondire le tematiche Esg (environmental, social, governance), è chiaro che di fatto aumentano le informazioni che l’impresa, a prescindere dalle dimensioni, dovrà fornire all’istituto di credito e intermediari vari come ad esempio i Confidi e serve quindi un cambio culturale dove sarà determinante il ruolo giocato dai professionisti che affiancano l’impresa come consulenti e commercialisti.

Qual è il consiglio che date alle imprese che decidono di affidarsi a voi?

Quello che suggeriamo è di procedere sempre ad un’autovalutazione ricorrendo al modello elaborato dal Fondo di garanzia per il calcolo della probabilità di inadempimento dei soggetti beneficiari, operazione alla base anche della nostra fase di istruttoria.

È necessaria insomma una visione forward-looking e un controllo costante dei risultati aziendali, che richiede a tutti gli imprenditori l’elaborazione di bilanci periodici, budget e business plan.

Risulta dunque evidente come l’attenzione delle banche si sta pian piano spostando su quello che le imprese saranno effettivamente capaci di fare nel prossimo futuro, anche in termini di capacità manageriali dei soggetti oltre che di progettualità, ma resta sempre un elemento imprescindibile la valutazione delle garanzie patrimoniali e il valore di quelle apposte dai Confidi, in moltissimi casi addirittura condizione essenziale per l’accesso al credito.

Da verificare attentamente restano inoltre i dati andamentali e comportamentali, quali segnalazioni e verifiche degli esponenti aziendali, i dati provenienti dalla Centrale Rischi e l’andamento di alcuni degli eventi monitorati dagli istituti di credito per rilevare una possibile perdita di equilibrio economico-finanziario, tra i quali rientrano i debiti scaduti nei confronti dei dipendenti e/o tributari e previdenziali.

Come vi state attrezzando per far fronte a questo “cambio culturale”?

Ci stiamo dotando di strumenti e metodi di valutazione sempre più al passo con le nuove linee guida internazionali e con le componenti tecnologiche applicate al settore sempre con un occhio attento a quella che è la realtà del territorio, di chi vi opera e delle reali esigenze a cui si va incontro.

Proprio per questo stiamo rafforzando il ruolo di Garante nelle operazioni di finanziamento erogate dalle banche del territorio grazie all’accreditamento del Medio Credito Centrale (quest’anno tra l’altro abbiamo ricevuto un punteggio di rating maggiore), facilitando l’accesso al credito anche per imprese appena costituite oltre che garantire la banca fino al’80% della somma erogata. E’ prossima la presentazione di nuovi prodotti dedicati alle start-up e al mondo dell’agricoltura che, grazie a convenzioni che stiamo definendo proprio in questi giorni, permetteranno alle nostre imprese socie di ottenere mutui in tempi più brevi e a condizioni e tassi più agevoli.

Continua inoltre la collaborazione con il nostro partner di rete Confeserfidi, con cui relativamente al mondo dei servizi, stiamo continuando ad assistere non solo le imprese joniche ma anche quelle di tutto il territorio nazionale mediante la gestione di pratiche di fideiussioni commerciali o per partecipazione a bandi, attestazioni di capacità organizzativa e solidità finanziaria e collocamento di prodotti finanziari provenienti dalle fintech.

Confeserfidi, inoltre, è partita con un nuovo progetto che lo vede erogatore e garante per operazioni di finanziamento con altri due confidi, ConfidiCoop Marche e Garanzia Etica.

Ci spieghi di cosa si tratta

CresciConNoi, questo il nome del prodotto, è relativo a finanziamenti che si rivolgono alle PMI italiane e ai liberi professionisti erogati direttamente dai tre Confidi, della durata massima di 66 mesi comprensivi di preammortamento, con un importo variabile da 25.000 euro a 590.000 euro, sempre supportati dalla garanzia Confidi e dalla controgaranzia di MCC.

L’intero ciclo di vita dell’operazione – dall’inserimento della richiesta fino alla cartolarizzazione – è supportato e gestito end-to-end tramite la piattaforma fintech di CrescItalia, che consente a tutti gli attori coinvolti (reti di mediazione, investitori, Confidi, banche e MCC) di interagire in tempo reale, rendendo il processo snello, rapido e totalmente dematerializzato.

Cosa direste ad un’azienda che sta valutando se affidarsi a voi?

Come sempre rinnoviamo l’invito a contattarci per ricevere tutte le informazioni necessarie ed ottenere una consulenza o una prefattibilità ovviamente in maniera del tutto gratuita.

Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 17.00 in viale Virgilio 35 a Tarantoper ulteriori informazioni è possibile anche consultare il sito www.consorziointerfidi.it


22 Settembre 2023

 

Nell’assemblea di oggi, i confidi associati di ASSO112 hanno eletto all’unanimità la lista del Consiglio Direttivo proposta per il prossimo triennio: ALBERTO RODEGHIERO, Pippo Curella e AGRIFIDI CALABRIA CALIGIURI MARIO

 

Il bolognese Rodeghiero assume la carica di Presidente, succedendo a Donatella Visconti, che ha rappresentato l’associazione dei confidi 112 fin dalla fondazione nel 2016 e non era più in grado di dare la propria disponibilità per motivi professionali. I confidi soci l’hanno ringraziata per l’ottimo lavoro e hanno dato fiducia al già Vice Presidente Rodeghiero – da anni Presidente di Confidi in Rete Emilia Romagna, che oggi guiderà l’ente di rappresentanza. Al suo fianco, rientra nel Direttivo Pippo Curella, in qualità di Vice Presidente, insieme a Mario Caligiuri, nuovo consigliere e Presidente del Consorzio Agrifidi di Cosenza. I soci hanno ringraziato anche Michele Dioguardi, che, per motivi professionali, non ha più potuto dare la propria disponibilità. È stato confermato quale Revisore Unico Stefano Colao, dottore commercialista e revisore legale, partner del network Clas.


10 Marzo 2023

 

Intervista a Riccardo D’Elia, Responsabile dell’Area Fidi e Marketing di Interfidi Scarl, che ci spiega i punti di forza della misura Por Puglia a sostegno dell’imprenditoria

 Aumenti dei costi energetici e delle materie prime, inflazione, sospensione della cessione dei crediti derivanti da superbonus: l’Italia attraversa un momento storico molto critico, con conseguenti ripercussioni in ogni ambito, incluso quello imprenditoriale.

Se da un lato, infatti, cresce sempre più la richiesta di liquidità da parte delle aziende, dall’altro la contrazione dell’offerta da parte del sistema bancario spesso non è in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze degli imprenditori.

Ne parliamo con Riccardo D’Elia, Responsabile dell’Area Fidi e Marketing di Interfidi Scarl.

Dott. D’Elia, qual è il ruolo dei Confidi all’interno di questo delicato e complesso panorama?

L’attuale scenario nazionale e internazionale ci impone di affrontare quotidianamente questioni importanti e incerte: dall’assetto del mercato bancario all’efficacia delle politiche pubbliche e alle conseguenze sul bilancio dello Stato dei fondi stanziati, dall’avvento delle nuove tecnologie all’effetto di tutto questo sull’offerta di credito alle piccole imprese.

Tutte tematiche che inevitabilmente toccano da vicino anche il ruolo dei Confidi.

In questa fase delicatissima il Confidi può essere considerato infatti non solo quale intermediario del credito ma soggetto responsabile del confronto tra sistema bancario e imprese, aiutandole e affiancandole nel raggiungimento dell’obiettivo di ottenere la liquidità richiesta e soprattutto di sviluppare investimenti che siano sostenibili rispetto alla dimensione dell’impresa.

Qual è il ruolo dei Confidi all’interno del sistema impresa?

Le imprese, in particolare quelle più piccole, dovrebbero essere le vere beneficiarie delle misure delle politiche pubbliche. Sono da sempre alla base del nostro sistema produttivo, perché costituiscono l’espressione economica e sociale delle singole realtà territoriali italiane.

Il continuo rialzo dei tassi e del costo del denaro, a livelli tali che non si verificavano da almeno un decennio, hanno posto al centro dell’attenzione il tema dei nuovi incentivi pubblici a disposizione delle micro e piccole imprese del territorio. Stanno, tuttavia, cambiando le modalità di accesso al credito e le imprese dovranno sempre più misurarsi con la necessità di prevedere i propri flussi di cassa futuri e, in prospettiva, integrare i dati trasmessi al sistema bancario con aspetti legati alla sostenibilità della propria attività. Allo stesso tempo, anche l’accesso a contributi ed incentivi pubblici richiede programmazione e supporto specialistico.

 

Ma le esigenze di queste stesse piccole imprese oggi rischiano di passare in secondo piano a causa di un sistema finanziario che guarda in un’altra direzione. Il Fondo di Garanzia per le PMI è stato uno strumento fondamentale finora e deve continuare a esserlo e di conseguenza anche i Confidi possono e devono essere considerati utili nel supportare le piccole imprese in queste particolari condizioni.

 

Parliamo del vostro impegno concreto nel sostegno alle imprese

Interfidi si è sempre posta al centro delle relazioni tra banche e le imprese, generando valore e supportando queste ultime nel loro percorso di crescita. Sono oramai decennali le convenzioni con i più importanti istituti di credito territoriali come Bcc San Marzano e Banca di Taranto con le quali riusciamo a dare, alle nostre consorziate, tassi e condizioni di mercato favorevoli, grazie al proprio patrimonio e ad una robusta rete di relazioni.

Inoltre a partire dal 2018, coerentemente con gli orientamenti comunitari e con la strategia che la Regione Puglia ha adottato con particolare successo nella predisposizione ed attuazione di un articolato sistema di aiuti a finalità regionale, grazie al contratto di rete in essere con Confeserfidi, Confidi cosiddetto “maggiore” e vigilato da Banca d’Italia, siamo stati assegnatari delle risorse messe a disposizione delle PMI operanti sul territorio pugliese dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, POR Puglia FESR-FSE 2014-2020.

In pratica forniamo una garanzia a favore del cliente e verso le Banche pari all’80% del finanziamento erogato, per tutte le PMI che operano in Puglia (di tutti i settori ad eccezione della pesca e acquacoltura, della produzione primaria di prodotti agricoli, attività connesse all’esportazione in Paesi terzi, settore carboniero, acquisto trasmette trasporto merci su strada) ed i professionisti, attuando poi una controgaranzia con il Medio Credito Centrale.

Il nostro obiettivo principale dunque resta quello di fare da tramite tra le imprese e gli istituti bancari, facilitando l’accesso al credito con rilascio della nostra garanzia a copertura quasi totale della somma richiesta, riducendo la richiesta di ulteriori garanzie da parte degli istituti di credito.

In cosa consistono precisamente i fondi Por Puglia?

Posso spiegare dettagliatamente le garanzie che offrono:

·         Garanzia su prestiti finalizzati agli investimenti, l’importo garantito dei prestiti sottesi non deve superare 1.500.000,00 € per impresa. Detto importo si riduce a 750.000,00 euro per le imprese attive nel settore dei trasporti.

·         Garanzia su prestiti finalizzati all’attivo circolante (pagamento a fornitore, scorte di materie prime e prodotti finiti, contratto di credito edilizio per costruzioni, anticipo export-import, anticipo fatture, anticipo contratti, salvo buon fine), l’importo garantito dei prestiti sottesi non deve superare 800.000,00 euro per impresa. Detto importo si riduce a 400.000,00 euro per le imprese attive nel settore dei trasporti.

·         Garanzia su prestiti finalizzati all’aumento di capitale, l’importo garantito dei prestiti sottesi non deve superare 1.000.000,00 euro per impresa. Detto importo si riduce a 500.000,00 euro per le imprese attive nel settore dei trasporti.

Cosa devono fare le aziende per accedere ai fondi?

Le aziende interessate presentano richiesta direttamente al Confidi, per la compilazione della domanda e della modulistica necessaria, nonché per la consegna della documentazione accessoria. Successivamente verifichiamo il rispetto della normativa di riferimento, anche in relazione ai requisiti dimensionali ed al limite incentivabile (“de minimis”), la fattibilità e la sostenibilità dell’operazione oltre che i parametri economico/finanziari e reputazionali dell’impresa.

Se la richiesta è ritenuta ammissibile, viene inoltrata alle banche per l’istruttoria relativa al finanziamento. Dopo la concessione del prestito, il Confidi attiva la garanzia che può coprire come detto fino all’80% dell’investimento.

Vorrei concludere aggiungendo che il nostro staff è disponibile a fornire tutte le informazioni necessarie alle imprese o ai professionisti interessati a questa misura e ad effettuare una consulenza e una prefattibilità dell’operazione ovviamente in maniera del tutto gratuita. Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 17.00 in viale Virgilio 35 a Taranto. 


20 Dicembre 2022

Intervista al Presidente di Interfidi Dott. Michele Dioguardi pubblicata sul Rapporto Economia 2022 de "Lo Jonio"

 

Dicembre 2022

 

 


14 Novembre 2022

Dalle ore 10 del 17 novembre 2022 tutte le imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, potranno richiedere agevolazioni e contributi a fondo perduto per realizzare nuovi processi produttivi, prodotti e servizi, o migliorare notevolmente quelli già esistenti, al fine di raggiungere gli obiettivi di:

  • decarbonizzazione
  • economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le imprese accedono alle agevolazioni secondo due distinte procedure:

  • sportello, per i programmi di importo non inferiore a 3 milioni e non superiore a 10 milioni di euro, con un massimo di tre imprese partecipanti
  • negoziale, per i programmi di importo superiore a 10 milioni e non superiore a 40 milioni di euro, con un massimo di cinque imprese partecipanti.

I termini e le modalità per la presentazione delle domande sono stati stabiliti con il decreto direttoriale 23 agosto 2022.

Le imprese possono presentare la domanda esclusivamente on line, a partire dal 17 novembre 2022, anche in forma congiunta, dal lunedì al venerdì (ore 10.00-18.00).

A partire dal 4 novembre 2022 sarà possibile avviare la procedura di precompilazione delle domande accreditandosi all’area riservata, accessibile dal sito del Soggetto gestore.

Per maggiori informazioni, per l’accesso alla piattaforma e per la presentazione delle domande di agevolazione consultate il sito internet del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex MISE).


17 Ottobre 2022

 

di Cosimo Borraccino

Importante azione messa in campo dalla Regione Puglia in favore delle micro, piccole e medie imprese e del mondo del lavoro.

Col Presidente Emiliano si è deciso di sospendere, fino a Giugno 2023, i mutui in corso degli investimenti fatti sugli strumenti finanziari regionali d’aiuto alle piccole imprese, quali Nidi, Tecnonidi, Microcredito e Fondo per l'internazionalizzazione.

A brevissimo stessa cosa sarà fatta anche per le medie e grandi imprese, attraverso la richiesta all’ Associazione Bancaria Italiana (ABI) della sospensione dei mutui sugli altri strumenti finanziari della Regione Puglia: Titolo II, Titolo II Circolante, Contratti Di Programma e PIA.

Si tratta davvero di una misura straordinaria: “sospendere” infatti il pagamento degli addebiti delle rate dei mutui significa concretamente “dare una boccata d’ossigeno” alle imprese, necessaria a garantire la liquidità agli imprenditori al fine di programmare le proprie attività mantenendo i livelli occupazionali.

Si tratta di un grosso aiuto al nostro tessuto economico, ai lavoratori, molti dei quali giovani, in questo momento storico segnato dalle perturbazioni del mercato, conseguenti la crisi post pandemica, i rincari delle materie prime, l'impennata dei costi energetici ed il calo del fatturato derivanti dal conflitto bellico in atto.

Sono circa 16.000 le imprese pugliesi che beneficeranno di questa sospensione, attivata dalla Regione Puglia, sui mutui già attivi, un’azione tesa a preservare attività ed occupazione per alcune decina di migliaia di lavoratori.

Ricordiamo che tale provvedimento fu già preso al sorgere della pandemia da COVID-19, nel marzo 2020: fummo tra le prime Regioni (all’epoca ero assessore allo sviluppo economico) ad adottare questa strategia in favore del sistema produttivo e dei livelli occupazionali.


16 Settembre 2022

L'intervento del Dott. Michele Dioguardi

 

L’economia dell’Eurozona entra in recessione alla fine di quest’anno e resta in negativo per tutto il 2023, che chiude a -0,1%. L’Italia performa peggio: nel 2023 è vista in calo dello 0,7%. Rispetto alle precedenti previsioni, subisce dunque un taglio di 2,4 punti. Il motivo fondamentale è il caro energia: l’economia italiana si contrarrà nel 2023 a causa dello shock energetico.

 

Lo scrive Fitch, principale agenzia di rating, non lo dice Michele Dioguardi.

 

Eppure, esattamente un anno fa, ci trovavamo di fronte ad uno scenario economico che mostrava i primi ma importanti segnali di ripresa per le imprese italiane, seppure persistessero e, in alcuni casi, si acuissero le differenze territoriali: il dato di fondo era costituito da una generale crescita di investimenti ed esportazioni, nonché dall’avvio di un graduale processo di patrimonializzazione e di rafforzamento finanziario per le PMI.

 

Attenzione, quello a cui abbiamo assistito con la pandemia è un vero e proprio “rimbalzo”.

 

Ossia una crescita vigorosa seguita ad un forte calo. Un fattore esogeno (il Covid-19) ha causato il crollo dell'economia reale. Allentate le restrizioni, le attività (che non avevano frenato per debolezza propria) sono riprese in modo più repentino rispetto a quanto accade in un ciclo economico tradizionale.

 

Si sperava, quindi, che con la fine della fase acuta della pandemia il sistema delle PMI potesse finalmente riprendere il cammino interrotto della crescita, beneficiando di un clima economico più favorevole e, allo stesso tempo, contribuendo allo sviluppo, locale e nazionale, con più offerta, più occupazione, più entrate per lo Stato.

 

Già a partire dalla fine dello scorso anno, tuttavia, si sono registrati i primi segnali di rallentamento.

A dicembre la produzione industriale era in flessione dello 0,7% e a gennaio il calo registrato è stato dell’1,3%. A febbraio, l’invasione dell’Ucraina ha portato ad una fase nuova, meno prevedibile e più pericolosa della precedente.

L’aumento dei costi di produzione di energia e materie prime (con effetti rilevanti anche sugli appalti pubblici), per la verità risultava già preoccupante negli ultimi mesi del 2021 (a causa della forte ripresa post-Covid della domanda, del perdurante aumento dei noli marittimi e delle continue interruzioni delle catene logistiche determinate dai lockdown cinesi) ha accelerato fortemente con l’invasione russa dell’Ucraina, con un impatto immediato sui costi di produzione delle imprese e sulla possibilità di approvvigionamenti “sicuri”.

 

In questo scenario già problematico, si sono aggiunti gli effetti derivanti dalla fine di quelle misure varate dal Governo, per far fronte alla crisi pandemica, mi riferisco principalmente a:

  • Il mancato rinnovo della moratoria dei finanziamenti bancari;
  • la cessazione della gratuità della garanzia concessa dal Fondo Centrale
  • l’eliminazione della maggiorazione di copertura per le garanzie di Stato dedicate a imprese danneggiate dall’emergenza Covid;
  • il venir meno della possibilità di concedere garanzie statali alle imprese in talune situazioni (es. procedura concorsuale di carattere non liquidatorio);
  • l’eliminazione della possibilità di cumulare la garanzia del Fondo con garanzie reali per gli investimenti immobiliari nel settore turistico-alberghiero;
  • il ritorno al modello di valutazione del rating delle imprese basato su dati reddituali e andamentali;
  • e per fare solo un cenno, l’entrata in vigore della normativa afferente la crisi di impresa, con particolare riferimento alle segnalazioni dei creditori pubblici qualificati.

 

Capiamo bene la portata di quello che le nostre imprese devono fronteggiare. Gli aiuti a sostegno delle Pmi, che il governo ha cercato di mettere in atto per fronteggiare da subito la crisi energetica ed i rincari derivanti dal conflitto Russo-Ucraino, sono sostanzialmente contenuti nel recente “Decreto Aiuti” (n. 50/2022) del 17 Maggio scorso.

Il Decreto Aiuti contiene misure specifiche a supporto della liquidità delle imprese. In particolare, è previsto che:

 

Per il fondo di Centrale di Garanzia

Fino al 31 dicembre 2022 il Fondo di garanzia per le PMI (fino a 499 dipendenti) può concedere alle banche e agli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito una garanzia:

- nella misura massima del 90% ed entro il limite di 5 milioni di euro, da considerarsi all’interno del plafond massimo disponibile per ciascuna azienda, in relazione a finanziamenti finalizzati alla realizzazione di obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici.

- nella misura massima dell’ 80% per le altre operazioni di investimento e per le finalità legate a liquidità come acquisto scorte o pagamento fornitori.

- l’importo massimo del finanziamento assistito dalla garanzia non deve essere superiore al maggiore tra i seguenti elementi:

      - i) 15% del fatturato annuo totale medio degli ultimi tre esercizi conclusi;

       - ii) 50% dei costi sostenuti per l’energia nei dodici mesi precedenti il mese della richiesta di finanziamento.

 - La garanzia può essere concessa a titolo gratuito, nei confronti delle imprese, localizzate in Italia e non soggette alle sanzioni adottate dall’Unione europea, che operino in uno o più dei settori o sottosettori particolarmente colpiti espressamente indicati dal nuovo Quadro temporaneo.

- Anche per questa misura sullo stesso finanziamento non è prevista la cumulabilità della garanzia con eventuali coperture concesse ai sensi del Quadro temporaneo sugli aiuti di stato concessi a fronte del Covid-19.

- Per tutte le altre operazioni di finanziamento garantite dal Fondo di Garanzia, non riconducibili ai beneficiari interessati dalla crisi del conflitto russo-ucraino, restano ferme le norme introdotte con la Legge di Bilancio 2022 che avevano indebolito il ruolo del Fondo e delle quali Confindustria aveva chiesto un ripensamento in considerazione della nuova emergenza in atto.

- In particolare, a partire dal 1° luglio 2022 cessa la gratuità della garanzia su tutte le operazioni e le coperture saranno pari all’80% per le operazioni di investimento e di liquidità per le imprese più rischiose e al 60% per la liquidità delle imprese meno rischiose; inoltre, non sarà più possibile garantire rinegoziazioni di finanziamenti in essere.

 

 

per quanto concerne SACE

Fino al 31 dicembre 2022, può PRESTARE garanzie in favore di banche e altri soggetti abilitati, alle imprese (sia le PMI che abbiano esaurito il plafond disponibile del Fondo di Garanzia che soprattutto quelle di grandi dimensioni) a causa delle conseguenze economiche negative della crisi bellica.

- l’impresa deve dimostrare che la crisi in atto comporta dirette ripercussioni economiche negative sulla propria attività, in termini di contrazione della produzione o della domanda

- che l’attività d’impresa sia limitata o interrotta quale conseguenza immediata e diretta, dei rincari dei costi per energia e gas riconducibili alla crisi in atto

- l’importo massimo del finanziamento assistito dalla garanzia non deve essere superiore al maggiore tra i seguenti elementi:

 - i) 15% del fatturato annuo totale medio degli ultimi tre esercizi conclusi;

 - ii) 50% dei costi sostenuti per l’energia nei dodici mesi precedenti il mese della richiesta di finanziamento.

 - La garanzia è rilasciata per finanziamenti di durata non superiore a 6 anni, con un preammortamento di durata non superiore a 36 mesi, estendibile fino a 8 anni, con una rimodulazione di premio e percentuale di garanzia.

 - Sullo stesso finanziamento non è prevista la cumulabilità della garanzia con eventuali coperture concesse ai sensi del Quadro temporaneo sugli aiuti di stato concessi a fronte del Covid-19

 

Ancora una volta interventi spot quindi, e dettati dallo stato di emergenza. Quando invece, ci sentiamo di dire, che si dovrebbe agire sulle criticità strutturali del sistema economico, puntando sulla transizione digitale, sulla sostenibilità e sulla coesione a più livelli (territoriale, di genere e generazionale).

 

E in effetti è questo l’obiettivo dell’unica misura strutturale in atto, per favorire la ripresa: il piano nazionale di ripresa e resilienza, il PNRR che rappresenta una grande opportunità per le imprese, anche per le PMI.

Il PNRR prevede interventi che devono essere portati a compimento rispettando un preciso cronoprogramma con un orizzonte temporale che va dalla seconda metà del 2021 alla prima metà del 2026 e l’erogazione dei fondi è vincolata ad un preciso calendario attuativo e a un elenco di risultati da realizzare (con indicatori precisi).

Tra gli interventi attuati si ricordano, perché più corrispondenti alla platea oggi presente quelli riferiti a:

  • coesione sociale e territoriale: misure sulle ZES, Fondo per l’imprenditoria femminile;
  • lavoro: Programma nazionale Garanzia di occupabilità dei lavoratori, Piano nazionale Nuove Competenze;
  • salute: Piano di riorganizzazione delle strutture sanitarie per l’emergenza pandemica;
  • ambiente e mobilità sostenibile, rafforzamento di ecobonus e sisma bonus per l’efficientamento degli edifici;
  • bilancio pubblico, controllo della spesa e amministrazione finanziaria: rafforzamento del ruolo del MEF per spending review, appalti, contrasto all’evasione fiscale;
  • rafforzamento della macchina amministrativa e trasformazione digitale della PA;
  • sistema produttivo: Piano Transizione 4.0; bandi per progetti d’interesse europeo su microelettronica, idrogeno e cloud; competitività delle imprese turistiche; sostegno all’internazionalizzazione; sportello unico doganale.

 

Per quanto riguarda il sistema produttivo è stato raggiunto il traguardo relativo al Piano Transizione 4.0, destinato ad aumentare la produttività, la competitività e la sostenibilità delle imprese.

È stato anche rifinanziato il Fondo gestito da SIMEST, che eroga sostegno finanziario alle imprese per l’internazionalizzazione.

Di particolare rilievo per le imprese, come strumento di facilitazione del commercio e degli interscambi con l’estero, è l’attuazione dello Sportello Unico Doganale.

Inoltre, fondamentale è stata la riforma delle ZES (soprattutto in termini di governance, con l’ampliamento dei poteri dei Commissari straordinari) e di finanziamento delle stesse (630 milioni di euro) per opere infrastrutturali.

 

Ma questo non basta: l’attuazione del PNRR dovrebbe rappresentare il contesto nel quale sostenere e spingere la competitività delle imprese. Purtroppo, molti degli interventi pianificati fino ad ora risultano non pienamente sufficienti e rispondenti alle necessità del sistema imprenditoriale, e una tra le principali ragioni di questa situazione è da ricercare nel mancato coinvolgimento del partenariato economico e sociale nel processo di definizione degli interventi.

 

Tuttavia, il problema è che le PMI hanno dei limiti strutturali che possono ostacolare l’accesso ai fondi:

informazioni difficilmente reperibili (in termini di tempo e di costi) ed ostacoli burocratici ed amministrativi insormontabili sono solo due esempi.

Si pensi al tema degli appalti: anche quando le PMI hanno una buona panoramica delle opportunità che il PNRR mette a disposizione, partecipare ad una procedura di gara è complicato dalle incertezze riguardanti tempistiche e procedure, da lotti troppo grandi per imprese (troppo) piccole, nonché della “propensione” da parte della PA a privilegiare il criterio del prezzo più basso in luogo della qualità dell’offerto. Pensiamo ancora al bando imprenditoria femminile, per il quale organizzavamo convegni quando la misura era già interdetta per l’esaurimento dei fondi il giorno stesso dell’apertura del bando.

Più in generale, sono da considerarsi positivamente tutti gli interventi di snellimento burocratico e di semplificazioni, che hanno sicure ricadute positive su tutto il sistema produttivo (aumentando la capacità dei privati di contribuire alla realizzazione del PNRR), ma più che proporzionali sulle PMI.

Una ulteriore criticità, spesso trascurata, attiene alla trasparenza e tempestività dell’informazione. Le imprese, soprattutto quelle meno strutturate, richiedono un quadro di dettaglio completo e costantemente aggiornato delle opportunità in essere.

 

A tal proposito, mi permetto di sottolineare che Interfidi, consorzio fidi che presiedo e che è socio di Confindustria, ha sposato nella sua mission proprio quella di ridurre il gap informativo tra imprese e istituzioni, puntando a divenire “traduttore” e “promotore” del portale dedicato al PNRR – italiadomani.gov.it - e può fornire la consulenza dedicata alle imprese inoltre in ambito di:

  • misure a sostegno della liquidità nazionali e regionali,
  • misure di finanza agevolata della Regione Puglia, quali Nidi e Titolo II capo III Industria e Commercio e capo VI Turismo

 

Nello specifico, per quanto concerne il PNRR, voglio tempestivamente aggiornare sulle due misure in partenza, frutto delle convenzioni ABI-CDP e Ministero:

  • La prima è destinata a finanziamenti agevolati a favore di interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale innovazione digitale per le strutture del comparto Turismo, ed è stata attivata il 30 agosto
  • La seconda, di imminente attivazione, è quella dedicata alle “Imprese dell’economia sociale” che dal prossimo 13 ottobre potranno presentare domanda;

 

Nella sua mission Interfidi è strettamente legata alla BCC di San Marzano, banca del territorio da sempre attenta alle esigenze delle imprese soprattutto PMI. AL servizio di queste, la collaborazione Confidi – Banca, vuole essere un aiuto allo snellimento di procedure talvolta semplicemente lente e gran parte delle volte del tutto sconosciute alla stragrande maggioranza delle imprese potenziali beneficiarie.


12 Settembre 2022

 

Si comunica che la Camera di Commercio di Taranto ha pubblicato sul suo sito istituzionale il Bando Voucher digitali 4.0 con il quale l’Ente ha stanziato 400.000,00 Euro per finanziare, tramite l'utilizzo di contributi a fondo perduto (voucher), iniziative volte alla diffusione della cultura e della pratica digitale nelle Micro, Piccole e Medie Imprese di tutti i settori economici attraverso il sostegno economico alle iniziative di digitalizzazione, anche finalizzate ad approcci green oriented del tessuto produttivo.

 

Il Bando finanzia Progetti presentati da Singole imprese per:

-          servizi di consulenza e/o formazione relativi a una o più tecnologie di innovazione digitale;

-          acquisto di beni e servizi strumentali, inclusi dispositivi e spese di connessione, funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti;

-          spese per l’abbattimento degli oneri di qualunque natura (quali spese di istruttoria, interessi, premi di garanzia, ecc.) relativi a finanziamenti, anche bancari, per la realizzazione di progetti di innovazione digitale riferiti agli ambiti tecnologici di cui all’art. 2, comma 2 del presente Bando. Tali spese non possono superare il limite del 10% del costo totale del progetto finanziato.

Gli interventi di innovazione digitale previsti dai suddetti progetti dovranno riguardare almeno una delle tecnologie dell’Elenco 1 ed eventualmente una o più tecnologie dell’Elenco 2, purché complementari a quelle dell’elenco 1 (come specificare all’articolo 2 – Ambiti di intervento).

Tutte le spese possono essere sostenute a partire dal 12/09/2022 e non oltre il 21/11/2022.

Le agevolazioni saranno concesse sotto forma di voucher per un importo unitario massimo di Euro 10.000.

L’Entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ammissibili (per le imprese in possesso del rating di legalità è prevista una premialità pari a 250,00 Euro nel limite del 100% delle spese ammissibili e del “de minimis”).

A pena di esclusione, le richieste di voucher dovranno essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e-gov, a partire dalla data di pubblicazione del presente bando dalle ore 12.00 del 12 settembre 2022 e fino alle ore 24:00 del giorno 28 settembre 2022 (termine tassativo).

È prevista una procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda.

 

Per Il Bando integrale e maggiori informazioni cliccare sul seguente link.


22 Luglio 2022

Il Dottor Michele Dioguardi, Presidente di Interfidi scarl di Taranto nominato nuovo Consigliere Asso112.

Nella riunione tenutasi il 20 luglio 2022, Asso112, Associazione che riunisce e rappresenta i Confidi Minori ex.art.112 TUB, coopta il Dr. Dioguardi nel suo Consiglio direttivo, col consenso unanime dei convenuti.

La nomina è frutto di anni di collaborazione, nei quali, il Presidente Asso112, Dottoressa Donatella Visconti, ed il dottor Dioguardi, Presidente Interfidi, Consorzio Fidi con Sede In Taranto, sono stati attori attivi del mondo dei Confidi e per gli stessi hanno profuso gli sforzi necessari a far divenire la Asso112, un punto di riferimento per i Confidi non Vigilati.

La Missione di Asso112 resta fedele al suo manifesto di fondazione….

  1. Promuovere le garanzie collettive come sostegno allo sviluppo delle MPMI
  2. Accompagnare e rappresentare i Confidi ex art. 112 del Tub nei rapporti con gli Organi di Vigilanza, con le Istituzioni e con il mondo del credito italiano, europeo ed internazionale
  3. Favorire la razionalizzazione dei Confidi
  4. Essere punto di riferimento e di rafforzamento dei Confidi per la crescita ed il consolidamento delle competenze attraverso la ricerca scientifica, la raccolta e la condivisione delle buone prassi
  5. Promuovere l’educazione finanziaria delle MPMI attraverso i Confidi
  6. Realizzare l’Osservatorio dell’attività dei Confidi valorizzandone i dati per la conoscenza e lo sviluppo delle MPMI e del Paese

..nel rispetto di quei valori di Sostenibilità e Inclusione sociale, ambientale ed economica; Libera Iniziativa; Legalità; Trasparenza; Concretezza; Cooperazione; Pluralismo; Ricerca e Innovazione; Sostegno alle Nuove Imprese e alle Start Up; Promozione dei giovani e dei giovani talenti.

Oggi l’associazione promuove l’identità del Confidi Minore, che di Minore ha solo l’appellativo, ma che si trova davanti a normative, obblighi e vigilanza, che ne mettono a rischio la sopravvivenza ma che possono trasformarsi in opportunità, per la crescita di strutture da sempre al fianco delle imprese e dei territori.

Al neo consigliere Dott.Michele Dioguardi vanno gli auguri di buon lavoro della Presidente Visconti e del Consiglio Direttivo con l’auspicio di un importante rafforzamento al Sud del Paese.

 


13 Maggio 2022

 

In data Giovedì 12 Maggio 2022 l’assemblea dei Soci Interfidi, società di garanzia collettiva fidi, ha approvato il bilancio 2021, che ha fatto registrare un utile di 147.614 euro.

“Nonostante la crisi finanziaria, economica e produttiva che ha interessato anche il passato esercizio,” – ha dichiarato il Presidente Dioguardi – “Interfidi ha continuato a svolgere il principale ruolo allo stesso assegnato e cioè quello di sostenere le iniziative imprenditoriali meritevoli di credito nel rispetto delle disposizioni di legge, prestando servizi a favore dei soci in un’ottica di mutualità”.

In conclusione, i risultati dell’esercizio 2021, evidenziano un assetto patrimoniale adeguato a coprire sia i rischi attuali sia quelli prospettici connessi al previsto sviluppo operativo.

In particolare, il numero delle imprese associate al 31.12.2021 è pari a 294 mentre il Patrimonio ragguagliato ai nuovi dettami normativi è pari ad € 14.853.084, al netto dei fondi rischi a copertura delle esposizioni in essere, accantonati in base al Regolamento del credito approvato.

L’INTERFIDI ha registrato un margine di intermediazione di € 386.332, mentre il risultato della gestione finanziaria di € 693.851, ha coperto totalmente i costi di funzionamento rilevati nelle spese amministrative, facendo registrare un margine di struttura di € 141.171.

Il confidi al termine del trascorso esercizio garantiva una massa di finanziamenti erogati alle imprese consorziate per un corrispondente ammontare di garanzie rilasciate pari a € 9.955.241 e nel corso dell’esercizio 2021 si è deliberato il rilascio di garanzie per finanziamenti pari a €732.899.

Il Presidente del Cda Michele Dioguardi ha inoltre sottolineato come in questo contesto e relativamente agli straordinari strumenti messi in atto dalle Istituzioni, sia nazionali che locali, nel 2020 e 2021 numerose sono state le iniziative che sono nate per sostenere gli sforzi del sistema produttivo contro la pandemia COVID-19 su cui tutto il Consorzio ha lavorato con impegno e dedizione.

In particolare, e per far fronte all’emergenza che ha colpito il Paese, il Confidi, a seguito della pubblicazione del D.l. Cura Italia e delle numerose proroghe dello stato di emergenza contenute, Interfidi ha recepito in totale normativa ed ha ammesso alla moratoria ex lege dei finanziamenti garantiti le imprese socie.

Il Confidi non si è solo limitato a questo ma ha altresì statuito condizioni economiche favorevoli per l’adesione alla moratoria volontaria degli stessi, prevista dal protocollo d’intesa 2019 perfezionato da ABI con le principali Associazioni datoriali del Paese. A seguito quindi della pubblicazione del D.L. liquidità e delle relative Circolari attuative emanate dal Consiglio di Gestione del Fondo di Garanzia ex L. 662/1996, Interfidi ha altresì offerto alle imprese specifici prodotti di garanzia che hanno interamente coperto lo straordinario spettro di interventi previsto dal citato decreto.

A conclusione, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, ha ringraziato i componenti del Consiglio, il Collegio Sindacale, i Comitati Tecnici, tutto il personale della struttura e le persone che hanno permesso, con il lavoro costante e con i loro atti, che Interfidi continuasse a svolgere il proprio compito statutario di garanzia e facilitazione dei prestiti alle PMI, permettendo allo stesso di adempiere in modo puntuale e corretto a quanto richiesto da Banca d’Italia “rafforzando ancora di più la visione” – aggiunge Dioguardi – “che Interfidi possa continuare ad essere un partner privilegiato per banche ed imprese e, mantenendo una struttura solida ed efficiente, con fiducia che i risultati ottenuti possano rappresentare una solida base per continuare a sostenere le imprese e a ottenere i traguardi aziendali anche nel 2022.

 


07 Dicembre 2021

Su Studio100 Notizie, Interfidi fa il punto sul momento storico e presenta le nuove collaborazioni

07 Aprile 2021

La nostra società supera lo screening dell’Organismo dei Confidi Minori che ai sensi dell’art 9 del decreto 228/15 del Mise è tenuto a vigilare sui requisiti previsti dalla normativa vigente.

Ottenere l’iscrizione rappresenta un importante traguardo frutto di un’attenta valutazione di conformità alla normativa di solvibilità ed affidabilità.


23 Luglio 2020

Nuovo prodotto, frutto della sinergia tra Interfidi, Confeserfidi e BCC San Marzano.


12 Marzo 2020

(ANSA) - BARI, 7 MAR - "Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha varato un primo pacchetto di misure in favore delle imprese che stanno affrontando le conseguenze economiche determinate dall`emergenza epidemiologica causata dal diffondersi del COVID-19. Nei prossimi giorni saranno comunicate via e-mail, direttamente ai beneficiari delle suddette misure, le modalit… tecniche e operative per aderire gi… a partire dal mese di marzo alla moratoria per i mutui, cos come si forniranno dettagliate informazioni alle imprese beneficiarie delle misure "Contratti di Programma", "P.I.A. Piccole imprese", "P.I.A. Medie imprese ", "P.I.A. Turismo" sulle procedure per formulare la richiesta di traslazione dei monitoraggi". Lo annuncia in una nota l`assessore regionale allo Sviluppo economico, Mino Borraccino. "In particolare - Š detto ancora - come si Š gi… avuto modo di illustrare, per le imprese che ne faranno richiesta, la Regione Puglia disporr… la sospensione fino a sei mesi dei mutui concessi dall`Amministrazione regionale, per il tramite di Puglia Sviluppo, a valere sugli strumenti di agevolazione e di incentivazione denominati `NIDI`, `Tecnonidi`, `Microcredito` e `Fondo a favore delle Reti per l`Internazionalizzazione`, allungando il piano di ammortamento per un periodo equivalente a quello della sospensione". Sempre per le imprese che ne faranno richiesta - prosegue la nota - ci sar… una traslazione di dodici mesi dei monitoraggi sugli adempimenti successivi alla conclusione degli investimenti cofinanziati dalla Regione nell`ambito della misure denominate `Contratti di Programma`, `P.I.A. Piccole imprese`, `P.I.A.Medie imprese`, `P.I.A. Turismo`". "Per ogni ulteriore informazione di dettaglio - conclude la nota - invito chiunque fosse interessato a consultare il sito www.sistema.puglia.it , rammentando che per tutto il periodo dell`Emergenza le interlocuzioni con gli uffici regionali e gli uffici di Puglia Sviluppo avverranno solo attraverso canali telematici". (ANSA). LF-COM07-MAR-20 16:34 NNNN

18 Marzo 2019

Importante incontro, presso la nostra sede, tra Interfidi e Confeserfidi. Obiettivo primario, rafforzare la sinergia a sostegno delle PMI.


23 Maggio 2019

Intervento dell'Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Cosimo Borraccino, in merito all'importante iniziativa "Rete Confidi Italia",presieduta dal Dott.Michele Dioguardi.


18 Marzo 2019

Interfidi Scarl è presente nell'elenco dei confidi autorizzati dal fondo di garanzia.