La Legge di Bilancio ha previsto una proroga delle misure straordinarie del Fondo di Garanzia PMI fino al 30 giugno 2022, ma con delle importanti novità proposte nell'ottica di uscire dalla logica emergenziale.

Tra queste, è stata inserita la proroga dell’operatività straordinaria del Fondo diretto dal Ministero dello Sviluppo Economico per aiutare le Piccole e Medie Imprese (PMI) ad accedere al credito bancario.

Si estendono infatti le misure dal 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022, ma in questo arco temporale vengono meno dei benefici introdotti dal 2020 per rispondere all’emergenza coronavirus.

La novità più importante è l’eliminazione delle garanzie gratuite: dal 1° aprile l’erogazione del beneficio sarà legata al pagamento di una commissione.

 

Il Fondo di Garanzia è una misura di sostegno per le Piccole e Medie Imprese che non riescono ad accedere ai finanziamenti bancari poiché non dispongono di garanzie sufficienti. Istituito con la legge n. 662/1996, è stato potenziato con il Decreto Legge n. 23/2020, per fronteggiare gli effetti della pandemia di coronavirus.

La Legge di Bilancio 2022 ne estende l’operatività fino al 30 giugno 2022.

Viene estesa fino a quella data anche la vigenza della “riserva da 100 milioni per l’erogazione della garanzia sui finanziamenti fino a 30 mila euro a favore degli enti non commerciali”,

La Legge di Bilancio, però, prevede anche un ridimensionamento di questa disciplina straordinaria, “in una logica di un graduale phasing out”. Per questo motivo, a partire dal 1° aprile 2022 viene tolta la gratuità della garanzia straordinaria del Fondo.

Dopo quella data, le garanzie verranno concesse dal Fondo del MISE solo dopo che il richiedente avrà pagato una commissione.

Ricordiamo che i soggetti che possono accedere ai benefici sono le PMI economicamente sane presenti sul territorio nazionale, comprese le imprese artigiane. Possono accedervi attività di qualsiasi settore, ad esclusione di quelli che l’Unione Europea ritiene sensibili.

 

Tornando al ridimensionamento del Fondo, da aprile 2022 scenderà la copertura sui finanziamenti fino a 30 mila euro, che passa dal 90% all’80%.

Anche in questo caso sarà necessario versare una commissione per ottenere la garanzia.

Dal 1° aprile al 31 dicembre 2022 “sono solo parzialmente ripristinate, ai sensi del comma 55, le modalità operative ordinarie del Fondo”, recita il dossier della Camera.

L’importo massimo garantito per ogni singola impresa passa a 5 milioni di euro. La garanzia, sia diretta che indiretta, verrà concessa soltanto dopo l’applicazione di un modello di valutazione.

Ci saranno, però, anche delle novità. I commi 56 e 57 impongono un nuovo limite massimo di impegni che ogni anno il Fondo può assumere.

Questi verranno stabiliti annualmente con la Legge di Bilancio sulla base di due fattori: un piano annuale di attività, che definisce tipo e ammontare degli importi da finanziare; e un sistema dei limiti di rischio, cioè una valutazione della “propensione al rischio del portafoglio delle garanzie del Fondo”.

Il Piano dovrà essere deliberato ogni anno dal Consiglio di gestione del Fondo, su proposta iniziale del MISE e di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Per il prossimo anno, il limite all’assunzione degli impegni viene quantificato in 210.000 milioni di euro. Di questi, 160.000 milioni sono riferibili allo stock di garanzie in essere dal 31 dicembre 2021. Gli altri 50.000, invece, si riferiscono al limite massimo per l’esercizio finanziario 2022.

Il comma 58, invece, predispone la dotazione del Fondo di Garanzia per gli anni a venire. La manovra prevede un incremento iniziale del budget per poi andare a scalare.